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// PUNTI start ************************************************************************************
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// GPX start
var t = new ol.Feature({
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name: 'Caneto [Cané]',
description: '
La prima notizia dell’esistenza di cartiere in questa località risale alla fine del XV secolo. Nel Settecento il sito, di proprietà Zuanelli, fu danneggiato da un’alluvione. Nella prima metà dell’Ottocento i Simonelli ristrutturarono alcuni edifici e crearono una nuova cartiera. A fine Ottocento gli Avanzini, ultimi proprietari, affiancarono alla cartiera un oleificio. Il toponimo è un collettivo da \'canna\' a indicare un luogo con canne.
'
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// GPX start
var t = new ol.Feature({
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name: 'Contrada [Cuntràda]',
description: '
Ridotto a una stretta mulattiera, l’ultimo tratto del percorso che risale la valle è costellato dalle volte di locali seminterrati nel bosco e di più recenti strutture in cemento armato verso il torrente, resti sopravvissuti all’abbandono e poi alle demolizioni del grande insediamento produttivo di Contrada, che sorgeva nella parte finale della valle, tra Luseti e Lume.
ATTENZIONE La Valle delle cartiere è chiusa da Luseti a Covoli'
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t.setStyle(
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// GPX start
var t = new ol.Feature({
geometry: new ol.geom.Point(ol.proj.fromLonLat([10.609853367836, 45.662751596128])),
name: 'Covoli [Cùegn/Cùei]',
description: '
Località alla fine della Valle delle Cartiere in cui troviamo la centrale idroelettrica di Covoli (la prima sorta in valle nel 1899, che permetteva l’illuminazione dei paesi della Riviera), i resti dell’insediamento cartario di Covoli e la soprastante Valle delle Camerate.
ATTENZIONE Questo tratto è temporaneamente chiuso
'
});
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// GPX start
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name: 'Forra dei Covoli',
description: '
Al termine della valle la strada si dirama in due sentieri: quello che scende sulla destra conduce ad un cunicolo tagliato nella roccia (consigliamo di affrontarlo solo se muniti di una fonte di luce), oltrepassato il quale ci si trova all’imboccatura della forra; quello principale, sulla sinistra, porta alla valle delle Camerate attraverso la passerella (un tempo fatta di legno) che attraversa la forra. Lo spettacolo che offre la natura, con le rocce scavate, il torrente, il verde della vegetazione, è straordinario.
ATTENZIONE questo tratto è temporaneamente chiuso
'
});
t.setStyle(
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// GPX start
var t = new ol.Feature({
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name: 'Gatto [Gat]',
description: '
Al termine della strada, prima del ponte che attraversa il fiume, si trova la località oggi conosciuta con il nome di \"Gatto\" (Gàt), forse derivato dal soprannome di un proprietario.
Documentata già dal 1471, dal 2002 uno scavo archeologico ha permesso di riportare alla luce il piano seminterrato di un edificio articolato in origine su più piani e servito ad ovest dal canale della seriola. I resti murari più antichi risalgono al XV secolo.
Nell’Ottocento alcuni ambienti furono abbandonati e sulle loro rovine venne costruito un ponte in pietra già presente agli inizi del secolo, ricostruito in occasione della realizzazione della strada tra 1871 e 1878, e crollato a metà Novecento in seguito ad una piena. L’abbandono totale della cartiera avvenne alla fine dell’Ottocento.'
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style['679'] = {
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// GPX start
var t = new ol.Feature({
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name: 'Lume [Löm]',
description: '
Verso la forra si trova la graziosa casa di Lume, che secondo la tradizione popolare deriverebbe il suo nome da un lume (in dialetto löm) che vi brillava di notte, anche se, vista la posizione vicina al termine della valle, è possibile che il nome derivi da limes, “confine, limite”.
Lume si caratterizza soprattutto per la presenza di un uliveto realizzato su terreno lavorato a ciglioni, sistemazione idraulico-agraria molto diffusa nella Riviera del Garda.
ATTENZIONE questo tratto è temporaneamente chiuso





La prima notizia dell’esistenza di cartiere in questa località risale alla fine del XV secolo. Nel Settecento il sito, di proprietà Zuanelli, fu danneggiato da un’alluvione. Nella prima metà dell’Ottocento i Simonelli ristrutturarono alcuni edifici e crearono una nuova cartiera. A fine Ottocento gli Avanzini, ultimi proprietari, affiancarono alla cartiera un oleificio. Il toponimo è un collettivo da \'canna\' a indicare un luogo con canne.
' + hdms + '' ;
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var zoomto_676 = document.getElementById('zoomto_676');
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var hdms = ol.coordinate.toStringHDMS(ol.proj.toLonLat(geometry));
content.innerHTML = '
Ridotto a una stretta mulattiera, l’ultimo tratto del percorso che risale la valle è costellato dalle volte di locali seminterrati nel bosco e di più recenti strutture in cemento armato verso il torrente, resti sopravvissuti all’abbandono e poi alle demolizioni del grande insediamento produttivo di Contrada, che sorgeva nella parte finale della valle, tra Luseti e Lume.
ATTENZIONE La Valle delle cartiere è chiusa da Luseti a Covoli
' + hdms + '' ;
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var zoomto_677 = document.getElementById('zoomto_677');
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var hdms = ol.coordinate.toStringHDMS(ol.proj.toLonLat(geometry));
content.innerHTML = '
Località alla fine della Valle delle Cartiere in cui troviamo la centrale idroelettrica di Covoli (la prima sorta in valle nel 1899, che permetteva l’illuminazione dei paesi della Riviera), i resti dell’insediamento cartario di Covoli e la soprastante Valle delle Camerate.
ATTENZIONE Questo tratto è temporaneamente chiuso
' + hdms + '' ;
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var zoomto_680 = document.getElementById('zoomto_680');
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content.innerHTML = 'Al termine della valle la strada si dirama in due sentieri: quello che scende sulla destra conduce ad un cunicolo tagliato nella roccia (consigliamo di affrontarlo solo se muniti di una fonte di luce), oltrepassato il quale ci si trova all’imboccatura della forra; quello principale, sulla sinistra, porta alla valle delle Camerate attraverso la passerella (un tempo fatta di legno) che attraversa la forra. Lo spettacolo che offre la natura, con le rocce scavate, il torrente, il verde della vegetazione, è straordinario.
ATTENZIONE questo tratto è temporaneamente chiuso
' + hdms + '' ;
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Al termine della strada, prima del ponte che attraversa il fiume, si trova la località oggi conosciuta con il nome di \"Gatto\" (Gàt), forse derivato dal soprannome di un proprietario.
Documentata già dal 1471, dal 2002 uno scavo archeologico ha permesso di riportare alla luce il piano seminterrato di un edificio articolato in origine su più piani e servito ad ovest dal canale della seriola. I resti murari più antichi risalgono al XV secolo.
Nell’Ottocento alcuni ambienti furono abbandonati e sulle loro rovine venne costruito un ponte in pietra già presente agli inizi del secolo, ricostruito in occasione della realizzazione della strada tra 1871 e 1878, e crollato a metà Novecento in seguito ad una piena. L’abbandono totale della cartiera avvenne alla fine dell’Ottocento.
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Verso la forra si trova la graziosa casa di Lume, che secondo la tradizione popolare deriverebbe il suo nome da un lume (in dialetto löm) che vi brillava di notte, anche se, vista la posizione vicina al termine della valle, è possibile che il nome derivi da limes, “confine, limite”.
Lume si caratterizza soprattutto per la presenza di un uliveto realizzato su terreno lavorato a ciglioni, sistemazione idraulico-agraria molto diffusa nella Riviera del Garda.
ATTENZIONE questo tratto è temporaneamente chiuso
' + hdms + '' ;
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content.innerHTML = 'Qui si trova un rifugio scout, ricavato in uno degli edifici di un’antica cartiera, grazie al restauro effettuato dall’associazione locale Amici di Luseti.
Il complesso produttivo di Luseti è da sempre uno dei più vasti della valle: già nella seconda metà del Quattrocento vi sono documentate numerose cartiere, Alla fine dell’Ottocento i grandi edifici si estendevano fino al confine con l’adiacente località di Contrada, con la quale costituivano un tutt\'uno.
Se dalla piccola area di sosta con panche e tavoli si imbocca il sentiero in salita posto a sinistra della fontana, si giunge dopo pochi metri alla piccola chiesetta dei Luseti, intitolata ai Santi Filippo e Giacomo, protettori dei cartai.
ATTENZIONE questo tratto è temporaneamente chiuso
' + hdms + '' ;
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content.innerHTML = 'Poco più a monte di Maina Inferiore si trovava il complesso produttivo di Maina di Mezzo, collegato un tempo a Maina Inferiore da un piccolo sentiero che costeggiava il fiume e parzialmente visibile dalla strada. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento a Maina di Mezzo esisteva un assembramento notevole di edifici produttivi rimasti attivi per tutta la prima metà del Novecento. La vegetazione rigogliosa lascia intravedere soltanto alcune strutture, tra le quali spicca parte di una grande vasca in pietra di inizi Ottocento rimasta sospesa su uno dei pilastri portanti della fabbrica più vicina al fiume.
Nel 2007 parte di uno degli edifici di Maina di Mezzo è stato riportato alla luce grazie ad uno scavo archeologico, effettuato dall’Università di Padova.
' + hdms + '' ;
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Il Centro di Eccellenza di Maina Inferiore è una cartiera completamente recuperata. Gli edifici produttivi di questa località risalgono al XV-XVI secolo. L\'edificio fu ampliato fino a fine Ottocento. La cartiera cessò la sua attività nel 1962.
Oggi è sede del Museo della Carta.
' + hdms + '' ;
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content.innerHTML = 'Qui, a fine Ottocento,si trovava il maggiore polo produttivo della zona e rappresentava il cuore di quella sorta di città lineare formata da fabbriche, magazzini, canali, abitazioni, orti e sentieri che riempiva lo stretto spazio del fondovalle.
A testimoniare la fisionomia del luogo restano solo alcune case, la villa in cui abitarono i Maffizzoli, che furono i maggiori protagonisti dello sviluppo industriale della valle, e i ruderi di edifici produttivi e di servizio a monte della casa padronale.
L’attività produttiva all’inizio del ‘900 venne trasferita dagli stessi Maffizzoli nella nuova cartiera a lago.
' + hdms + '' ;
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var zoomto_686 = document.getElementById('zoomto_686');
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' + hdms + '' ;
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content.innerHTML = 'Lungo la sponda sinistra del fiume, la strada conduceva al grande edificio di Vancinelle, detto anche Magazzino, di fronte al complesso di Maina Superiore, al quale era collegato da un ponticello. Fu costruito ex novo tra il 1852 e il 1898 e serviva come magazzino per il deposito delle merci. Il suo nome pare derivi dalla versione dialettale del cognome di una famiglia di proprietari di cartiere, gli Avanzini (Vansinèl).
' + hdms + '' ;
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content.innerHTML = 'Piccola cappella realizzata nel corso del XVI secolo per volontà della famiglia Tamagnini, che possedeva cartiere in valle, per i numerosi abitanti del luogo. È dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, protettori dei cartai. Di struttura semplice e dimensioni limitate, all’interno è impreziosita da decorazioni a stucco di pregevolissimo valore, eseguiti da Davide Reti, illustre scultore che lavorò anche alla cappella di San Marco nel Duomo di Salò e la volta della chiesa dell\'Inviolata di Riva del Garda.
Per lungo tempo abbandonata, è stata riportata al suo splendore originale da recenti restauri.
ATTENZIONE Questo tratto è temporaneamente chiuso
' + hdms + '' ;
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var zoomto_707 = document.getElementById('zoomto_707');
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var hdms = ol.coordinate.toStringHDMS(ol.proj.toLonLat(geometry));
content.innerHTML = '
Il Polo Cartario di Maina Inferiore è un affascinante complesso produttivo trasformato in sede espositiva e museale. Al suo interno si ripercorrono le tappe della storia della produzione cartaria dal Medioevo al Novecento, attraverso un suggestivo percorso di visita che dal nucleo cinquecentesco della fabbrica, nel quale sono riprodotti macchinari e attrezzature caratteristici della produzione della carta dal XV al XVIII secolo, si snoda nelle ampie sale superiori, dedicate all’evoluzione della produzione nelle prime fasi della Rivoluzione Industriale. In esposizione anche reperti provenienti dagli scavi archeologici condotti nella Valle delle Cartiere, alcune filigrane prodotte tra XVI e XVIII secolo e una collezione di libri stampati dai Paganini, illustri stampatori con bottega a Toscolano e Venezia nella prima metà del Cinquecento.
Sempre dedicate ai Paganini e alle loro opere sono due installazioni interattive.
Oltre alle visite guidate e ai laboratori didattici legati alla storia della carta, il Centro organizza manifestazioni culturali, mostre ed eventi.
Info www.valledellecartiere.it
' + hdms + '' ;
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var zoomto_771 = document.getElementById('zoomto_771');
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var geometry = ol.proj.fromLonLat([10.605244, 45.652062]);
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content.innerHTML = '
La villa, appartenuta alla famiglia di cartai Maffizzoli, fu costruita sul greto del fiume all’ingresso di Maina Superiore, che a fine ‘800 era il maggiore complesso produttivo della zona.
' + hdms + '' ;
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// LINK To POINT end ************************************************************************************
// POPOUP start ************************************************************************************
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' + hdms + '';
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// POPOUP end ************************************************************************************
// Get out-of-the-map div element with the ID "layers" and renders layers to it.
// NOTE: If the layers are changed outside of the layer switcher then you
// will need to call ol.control.LayerSwitcher.renderPanel again to refesh
// the layer tree. Style the tree via CSS.
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element: 'sidebar',
position: 'left'
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