ECOMUSEO VALLE DELLE CARTIERE

DI TOSCOLANO MADERNO

 

L'Ecomuseo Valle delle Cartiere di Toscolano Maderno, che coincide con il territorio dei due antichi
comuni di Toscolano e di Maderno, ha come fulcro la Valle delle Cartiere, cuore dell'ecomuseo
e centro di un'importante tradizione di produzione cartaria dal Medioevo fino alla fine dell'Ottocento.

 

Riconosciuto dalla Regione Lombardia come territorio d'eccellenza, L'Ecomuseo è un luogo unico
per le sue valenze naturalistiche, storico-archeologiche e monumentali e per le sue antiche tradizioni,
un microcosmo unico e irripetibile, degno di essere preservato e valorizzato.

 

Rappresenta il territorio e i suoi abitanti, a partire dalla cultura viva delle persone, dal loro ambiente,
da ciò che hanno ereditato dal passato, da quello che amano e che desiderano mostrare ai loro ospiti
e trasmettere ai loro figli.

Orto Botanico

Orto Botanico

Frazione di Gaino

Frazione di Gaino

Museo della Carta

Museo della Carta


Toscolano Maderno

Il comune di Toscolano Maderno riunisce quelli che fino al 1928 furono due paesi ben distinti: Maderno e Toscolano. Due comunità con tradizioni e culture differenti, a tratti caratterizzate da un aperto contrasto.        

L'economia locale nei secoli scorsi, oltre che sulla produzione della carta, si basava anche sull'agricoltura ed in particolare sulla coltivazione dei limoni e dell'olivo. Nell'Ottocento Toscolano e Maderno si classificavano al secondo posto nella produzione dei limoni, dopo Gargnano e prima di Limone.

Oggi permane soltanto la coltivazione dell'olivo, mentre quella dei limoni è completamente abbandonata.
Un tempo i due piccoli borghi erano immersi in un paesaggio agrario predominante e rigoglioso, fatto di limonaie, uliveti, giardini, orti, campi coltivati e spazi verdi. Una sola strada, stretta e appena carrabile, li collegava, passando tra piccoli vicoli e giardini chiusi da alti muri in pietra, e la valle del Toscolano, con le sue cartiere, costituiva il solo punto di incontro di due entità comunali altrimenti distinte e ben delineate.

Scopri il nostro territorio

Museo della Carta
Valle delle Cartiere
Villa romana dei Nonii Arrii Toscolano
Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo
Santuario di Santa Maria del Benaco
Porto di Toscolano e le limonaie
Basilica di Sant'Andrea
Palazzo Bulgheroni
Palazzo Gonzaga
Parco del Serraglio
Santuario della Madonna di Supina
Orto Botanico Ghirardi
Mulino di Camerate

Museo della Carta
Valle delle Cartiere

Museo della Carta <br>Valle delle Cartiere

www.valledellecartiere.it

Il Museo della Carta si trova nel cuore della Valle delle Cartiere, importante centro di produzione cartaria dal Medioevo al Novecento e oggi sito di archeologia industriale tra i più rilevanti d'Italia. Entrare nella Valle é un’esperienza unica e inaspettata per chi arriva a Toscolano Maderno, località turistica viva e brulicante di turismo posta sulla riva bresciana del Lago di Garda.
Ci si addentra nella valle attraverso un’unica strada sterrata realizzata nell'Ottocento, che si imbocca lasciando la statale gardesana subito dopo il ponte sul torrente Toscolano, nei pressi del Municipio, e, dopo aver attraversato alcune gallerie scavate nella roccia, si lascia l'auto nel parcheggio di Quattroruote e si prosegue a piedi o in bicicletta, all'interno di uno scenario suggestivo e ricco di fascino, dove la natura lussureggiante, i resti delle antiche cartiere e l'acqua del torrente proiettano il visitatore in un mondo al di fuori del tempo.

 

Una tranquilla passeggiata di pochi minuti conduce al Museo della Carta, un'antica cartiera interamente ristrutturata e trasformata in sede espositiva e museale. Al suo interno si ripercorrono le tappe della storia della produzione cartaria attraverso un suggestivo percorso di visita che dal nucleo cinquecentesco della fabbrica, nel quale sono riprodotti macchinari e attrezzature caratteristici della produzione della carta dal XV al XIX secolo, si snoda nelle ampie sale superiori, dedicate all'evoluzione della produzione nelle prime fasi della Rivoluzione Industriale.
In esposizione anche reperti provenienti dagli scavi archeologici condotti nella Valle delle Cartiere e una collezione di libri stampati da Alessandro Paganini, illustre stampatore con bottega a Toscolano e Venezia nella prima metà del Cinquecento.

Oltre a eventi, convegni e mostre, il museo organizza laboratori didattici rivolti alle scuole e realizza, grazie alla collaborazione di un gruppo di volontari ex-lavoratori della cartiera di Toscolano, piccole partite di carta fatta a mano e dimostrazioni aperte al pubblico. In queste occasioni adulti e bambini scoprono, attraverso un'esperienza sensoriale emozionante e diretta, la tecnologia e la maestria che si nascondono in un semplice foglio di carta che prende forma lentamente sotto i loro occhi.

Il bookshop del museo offre la possibilità di acquistare la carta prodotta dai mastri cartai, gadget e numerosi altri prodotti legati al mondo della carta e alla Valle delle Cartiere.

Dopo la visita è possibile sostare presso il bar del museo e il suo grazioso giardino; in sottofondo il suono del torrente che mette in movimento il vecchio mulino che, oggi come allora, fa funzionare gli antichi macchinari all’interno del museo.
Un tuffo nel passato, per riappropriarsi del patrimonio storico e culturale collettivo ma, anche, per rilassarsi passeggiando indisturbati in mezzo alla natura.

Villa romana dei Nonii Arrii Toscolano

Villa romana dei Nonii Arrii Toscolano

 Situata pochi metri prima dell'ingresso alla Cartiera di Toscolano, la villa romana dei Nonii Arrii costituisce uno dei più importanti edifici residenziali presenti in età romana sulle rive del lago di Garda. Il complesso si estendeva a breve distanza dalla riva del lago, verso cui si affacciava con il suo prospetto principale. L'impianto generale, le dimensioni, le caratteristiche architettoniche e decorative lo inseriscono nel gruppo delle ville lacustri esistenti sulle sponde del Benacus, i cui esempi più noti sono le ville di Sirmione (“Grotte di Catullo”) e di Desenzano del Garda.
La villa apparteneva probabilmente ai Nonii, una delle più importanti e influenti famiglie bresciane, che aveva interessi economici e vaste proprietà nella zona del lago e nel vicino territorio collinare e montano. Grazie a un'iscrizione proveniente probabilmente dall'area della villa, questa è stata attribuita a Marco Nonio Macrino, console nel 154, proconsole d'Asia nel 170-171 e comes dell'imperatore Marco Aurelio. Si tratta pertanto, tra le ville gardesane, dell'unico caso in cui è stato possibile identificare con pochi margini di dubbio il proprietario, almeno nella fase di II secolo d.C., benchè l'edificio, anche successivamente, può essere rimasto di proprietà della ricca e potente famiglia bresciana.
La villa doveva avere un aspetto monumentale, con loggia frontale verso il lago e avancorpi sui lati nord e sud. Costruita nel I secolo d.C., subì interventi e trasformazioni nei secoli successivi fino all'inizio del V secolo d.C., con una fase di grande rilevanza databile alla prima metà del II secolo d.C.
Oggi è visitabile soltanto il settore meridionale, aperto al pubblico

Apertura: da maggio a fine settembre tutti i sabato e le domeniche - ingresso gratuito
orari 10-12, 15-18. Sono possibili aperture straordinarie su prenotazione. Info 0365-546023

Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo

Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo

Edificata nel 1584 sui resti dell’antica pieve, presenta una facciata austera realizzata nel XVII secolo, abbellita dalle statue di San Pietro e da due angeli oltre che elaborate colonne in marmo di cui le due principali provenienti dai ruderi della adiacente villa romana.

L’interno della Chiesa è una vera e propria galleria di tele dell’illustre pittore veneziano Andrea Celesti, realizzate tra il 1688 e il primo decennio del Settecento, che illustrano gli episodi salienti della vita dei Santi Pietro e Paolo. Andrea Celesti affrescò anche la volta dell’abside e del presbiterio che sono stati definiti come la Sistina del Celesti.

Numerose sono le lapidi tombali a pavimento appartenenti a grandi famiglie protagoniste della storia di Toscolano tra il XVI e il XVII secolo. 

Santuario di Santa Maria del Benaco

Santuario di Santa Maria del Benaco

P.zza Caduti, 
25088 Toscolano Maderno (Bs)

Posto sul retro della Chiesa Parrocchiale, è dedicato a Santa Maria del Benaco e vanta origini antichissime, anche se l’impianto attuale risale al XV secolo. E’ ricco di affreschi del Quattrocento e successivi e di stemmi araldici delle nobili famiglie locali che contribuirono alla sua sistemazione e qui ricevettero sepoltura. Le quattro colonne nel mezzo del sagrato appartenevano ad un ciborio di epoca altomediovale o romanica che fu fatto abbattere dal Cardinale Borromeo nel 1580 durante la sua visita, perché l’altare maggiore era sovrastato da un capitello pagano che rappresentava Giove Ammone in forma di ariete.

Porto di Toscolano e le limonaie

Porto di Toscolano e le limonaie

Via Porto, 
25088 Toscolano Maderno (Bs)

Caratteristico scorcio che ancora mantiene l’antico fascino. Tra il Quattrocento e il Settecento fu un centro di smistamento della carta e del ferro, da dove arrivavano e partivano le imbarcazioni per Venezia. Qui risiedevano le famiglie più nobili e ancora rimangono splendidi palazzi come il Palazzo Delai, sulla sinistra in piazzetta, risalente al XVII secolo con pregevoli affreschi esterni. Proprio in questo palazzo fu ospitato Andrea Celesti dall’amico Scipione Delai che vi dipinse numerose tele oggi esposte a Brescia. La villa è fiancheggiata da numerose limonaie ancora visibili dal molo e da un bel giardino a lago. 

Dal porto di Toscolano è possibile ammirare ciò che rimane di una delle tante limonaie che fino agli inizi del secolo punteggiavano il territorio di Toscolano Maderno e rappresentavano una delle principali fonti di reddito locale. Gli agrumi coltivati, soprattutto i limoni, venivano esportati in tutta Europa. La coltivazione pare sia stata introdotta dai frati francescani nel XIII secolo e abbandonata agli inizi del XX secolo poiché ormai non era più competitiva.

Basilica di Sant'Andrea

Basilica di Sant'Andrea

Risale al XII secolo e si ritiene sia stata costruita sulle fondamenta di un tempio pagano, adattato al culto cristiano dopo il 415 d.C. in seguito ai Decreti di Onorio Imperatore che stabiliva l'eliminazione dei tempi pagani.

Nel 1282 furono trovate le reliquie di S. Ercolano, Vescovo di Brescia nel VI secolo, morto a Campione dove si era ritirato in solitudine. Secondo la leggenda le sue spoglie furono contese da tutta la Riviera per cui si decise di porlo su di una barca ed affidato alle onde del lago: approdò proprio nel golfo di e ne diventò il Patrono così come divenne il Patrono della Riviera.

S. Andrea è un dei più mirabili esempi di architettura romanico-lombarda con influssi veronesi: la facciata è sapientemente realizzata in pietre e marmi policromi che le conferiscono luminosità e movimento. L’interno è diviso in tre navate da pilastri a base quadrilobata, con capitelli che rappresentano una vasta gamma di motivi decorativi iconografici tipicamente romanici.

Nella basilica è esposto un prezioso quadro del pittore Paolo Veneziano raffigurante una Madonna con Bambino. La copertura, con volte a crociera nelle navate a cupola sul presbiterio, risale alla fine del Quattrocento.

Suggestiva è la cripta ad oratorio, chiusa per ordine del cardinale Borromeo nel 1580 e riportata alla luce nel 1962, nella quale anticamente erano conservate le reliquie di Sant’Ercolano. Nel 1825 le reliquie di Sant’Ercolano furono traslate nella nuova parrocchiale, ma il sarcofago è rimasto in S. Andrea. Il campanile risale al 1469. 

Die Kirche Sant’Andrea stammt aus dem XII. Jahrhundert. Sant’Andrea ist eines der bewundernswertesten Beispiele romanischlombardischen Baustils mit veronesischen Einflüssen. Die Fassade wurde kunstfertig aus vielfarbigem Marmor und Steinen geschaffen, die ihr Helligkeit und Bewegung verleihen. In kostbarer Ausführung sind die Zierfliesen und gemeißelten Kopfelemente, die das Ganze beleben. Über dem reich mit Intarsien verzierten Portal befindet sich ein Lünettenbild mit der Darstellung der Jungfrau Maria mit Jesuskind. Der Innenraum ist dreischiffig und unterteilt durch Pfeiler mit vierlappiger Basis, mit Kapitellenin kostbarer Ausführung, die eine grosse Fülle von typisch romanischen Ziermotiven darstellen und das intern künstlerisch bedeutendste Element bilden. Die Decke mit Kreuzgewölbe in den Schiffen und Kuppelgewölbe imHochaltarraum ist auf das Ende des 15. Jahrhunderts zurückzuführen. Beeindruckend istdie oratoriumförmige Krypta, in der die Reliquie von Sant’ Ercolano aufbewahrt wurden. Auf Anordnung von Kardinal Borromeo wurde sie im Jahre 1580 geschlossen und 1962 wiederans Licht gebracht. Im Jahre 1825 wurde diese Reliquie in die neue Pfarrkirche überführt, der Sarkophag aber blieb in der Kirche Sant.

Palazzo Bulgheroni

Palazzo Bulgheroni

Via Benamati

Questo palazzo apparteneva al Convento dei Padri Serviti di San Pietro Martire e il suo parco comunicava direttamente con il convento. Fu poi acquistato nella metà del Seicento dai Gonzaga e nel 1712 passò alla Casa regnante Austriaca. Venduto ad un commerciante di immobili, passò poi al Conte Rizzardi. E' un palazzo privato ma dai suoi cancelli si possono scorgere i magnifici giardini, la limonaia e le decorazioni di una cornice affrescata con scene mitologiche e putti alati che in origine riempivano anche i medaglioni dei cassettoni lignei del sottotetto.

An der Hausnummer 79 gibt ein spektakulärer Park mit Marmortreppe und terrassenförmig angelegten Zitronengärten einen Rahmen für die elegante Anlage von Villa Lucia ab, einst Palazzo Bulgheroni( 27-28), geschmückt mit einer Einrahmung,die mit Fresken bemalt wurde und mythologischen Szenen und Flügelputten darstellt. Diese füllten ursprünglich auch die Medaillons der Holzkassetten des Dachbodens. Dieser Palazzo gehörte zum Besitz des Klosters der Servitenbrüder San Pietro Martire und sein mit Gartenanlagen und Zitronengewächshäuser verzierter Park war direkt mit dem Kloster verbunden. Er wurde anschließend, Mitte des 17. Jahrhunderts, von den Gonzaga erworben und ging 1712 auf das österreichische Königshaus über. Später stand er im Besitz eines Immobilienhändlers und dann des Grafen Rizzardi von Maderno.

This palace belonged to the Convent of "Padri Serviti" of San Pietro Martire and its park communicated directly with the conventIt wasthen purchased by Gonzaga in the mid-seventeenth century and in 1712 it passed to the Royal House of Austria. First it was sold to a dealer in properties, then passed to Count Rizzardi. Now it's a private mansion but from its gates you can still admire the magnificent gardens and  lemon gardens. The palace is decorated with a frame painted with mythological scenes and winged cherubs that originallyfilled even the medallions of wood coffered roof.

Palazzo Gonzaga

Palazzo Gonzaga

Via Benamati, 20

Un tempo era un grande e sontuoso palazzo di villeggiatura della nobile famiglia dei Gonzaga costruito nel 1606 dal Duca Vincenzo dotato di un vastissimo parco di circa 70 ettari che praticamente comprendeva quasi tutto il promontorio attraversato da un lungo viale che conduceva al lago. Durante la costruzione i Gonzaga soggiornarono nel palazzo vecchio di fronte che al termine dei lavori fu unito alla costruzione da un corridoio aereo che ancora oggi è rimasto. Purtroppo oggi non ne rimane che una piccola parte in Via Benamati, perché, estinta la linea dei Gonzaga, il Palazzo passò di mano in mano fino ad arrivare al dott. Ghiselli, pare infermo di mente, che ne fece demolire i due terzi, quelli più vicini alla Basilica di S. Andrea, alla ricerca di un ipotetico tesoro. Ancora esistente e visitabile il fondaco dei Gonzaga con una splendida scala a chiocciola ora divenuto una galleria di arte. E’ curioso sapere che il Palazzo era collegato alla vicina Chiesa romanica da un corridoio sotterraneo, che permetteva ai Gonzaga di partecipare alle funzioni religiose non visti dal popolo assistendovi da una finestrella, visibile ancora oggi nella cripta anche se chiusa.

Al Palazzo appartenne anche la vasta area del Serraglio con il suo palazzo acquistata nel 1659 che era collegata a Palazzo Gonzaga da una galleria sotterranea che permetteva ai Duchi di raggiungere il Serraglio senza essere visti e di tenere le loro feste private. Ora la galleria è chiusa e il Serraglio appartiene al Comune. Sempre nella metà del Seicento i Gonzaga acquistarono anche il Palazzo Bulgheroni ed il suo parco con giardini e limonaie (ora privato, visibile solo dall’esterno proseguendo in Via Benamati). 

Parco del Serraglio

Parco del Serraglio

Via Montana, 
25088 Toscolano Maderno (BS)

Il parco del Serraglio è un parco pubblico raggiungibile proseguendo in salita lungo la strada asfaltata passando le abitazioni del residence.
Inizialmente faceva parte della proprietà dei Padri Serviti di San Pietro Martire di Maderno. Fu poi acquisito dai Gonzaga insieme a tutta la proprietà e insieme alla Palazzina che collegò tramite un corridoio sotterraneo al suo Palazzo in via Benamati. Al tempo il parco era abbellito da statue e ricco di limoni, aranci, cedri e gelsi. 

Santuario della Madonna di Supina

Santuario della Madonna di Supina

Via Supina, Toscolano Maderno

Si trova in prossimità del confine di Gargnano ed è raggiungibile attraverso una piacevole passeggiata partendo da Folino Cabiana attraversando Cervano. Il Santuario è stato restaurato nel 1997. La facciata, il portale e il campanile risalgono al XVII secolo così come la casa dell’eremita. Il nucleo più antico pare risalga al 1460-1490. La navata è completamente decorata con finte architetture, figure mitologiche e cornici arabescate, sulla controfacciata sono dipinte delle sirene. Il soffitto, costruito da 72 formelle lignee dipinte a tempera, sostituisce quello originario probabilmente a capriate. Per un voto in seguito ad un’epidemia del colera del 1567 il 25 di ogni mese è considerato festivo.
Giorni di apertura: aperta per la celebrazione della S. Messa la prima domenica di ogni mese (in ottobre e novembre la seconda) alle ore 16.00 da aprile a settembre, alle ore 15.00 da ottobre a marzo e il 25 marzo, Pasquetta, il 15 agosto, 26 dicembre.

Orto Botanico Ghirardi

Orto Botanico Ghirardi

Via Religione, 25
25088 Toscolano Maderno (BS)

Inaugurato dal dott. G. Ghirardi nel 1964, si estende su circa 10.000 mq. Ghirardi, grazie al clima mite, potè introdurre numerose specie provenienti dalla Cina, Sud America e Sudafrica. Nel 1991 fu donato all’Università degli Studi di Milano ed è gestito dal Dipartimento di Biologia. Vi sono ambientate piante di varia provenienza, scelte essenzialmente per il loro interesse medicinale.
Apertura stagionale curata dall'Università.
Info: segreteria@reteortibotanicilombardia.it

Mulino di Camerate

Mulino di Camerate

Via Valle delle Camerate, 
25088 Toscolano Maderno (BS)

Costituisce uno dei siti più interessanti della Valle delle Cartiere dal punto di vista storico–archeologico, in quanto sede non solo del mulino ma anche di un’antica cartiera, probabilmente in parte inglobata dal mulino stesso e citata nei documenti. Risalente agli inizi del XVIII secolo, conserva ancora nel seminterrato voltato le macine ed alcune attrezzature lignee (madie, tramogge, ruote e altro) utilizzate per la produzione della farina. Il buono stato di conservazione dei macchinari e degli elementi necessari per la produzione della farina e la presenza di un contesto architettonico e naturalistico di indiscusso fascino storico hanno indotto l’attuale proprietario, signor Giacomo Usardi, ad iniziare nel 2003 un’opera di recupero del sito che ha permesso di ripristinare interamente il mulino. Prossima apertura.

Guida all'Ecomuseo
Valle delle Cartiere
di Toscolano Maderno

 

Ecomuseo Valle delle Cartiere
di Toscolano Maderno

Largo Matteotti, 7
25088 Toscolano Maderno

Tel.: +39 0365 546023

E-Mail: info@ecomuseovalledellecartiere.it

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